La libertà di un Bacio

 Mappa Concettuale 

Un semplice gesto di affetto, il bacio,è diventato nel corso del 1800,in Italia, simbolo della lotta risorgimentale italiana e simbolo dell’arte romantica in Italia.

Linea del tempo

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Francesco Hayez, Il Bacio, 1959, olio su tela, cm.110 x 88, Milano, Pinacoteca di Brera.

Il Bacio di Hayez è un’opera di Francesco Hayez del 1859. Essa rappresenta due giovani innamorati mentre si scambiano un bacio appassionato. L’ambientazione è non ben identificata, anche se molto probabilmente medioevale, come si può dedurre dai vestiti e dall’arco a sesto acuto posto sulla sinistra. Per quanto il bacio sia appassionato, esso è estremamente fugace come si evince dalla gamba in tensione del ragazzo appoggiata sul gradino della scalinata. Questa posizione lascia intravedere un pugnale ancorato alla cintura di lui. Il pugnale e rapidità del bacio lasciano intendere una dipartita imminente dell’uomo, concedendo un carattere drammatico all’intera scena. Inoltre la situazione si drammatizza ancora di più se si considerare la figura in penombra dietro l’arco, la quale può rappresentare una semplice domestica, un socio del ragazzo che attende la fine del bacio per cominciare l’azione o una spia.

Questa scena è anche carica di un significato politico tant’è che, come anticipato precedentemente, la tela è diventata simbolo del Risorgimento Italiano.Infatti l’unione dei due corpi rappresenta l’Italia unita. Concetto che per la prima volta esposto in un’opera pittorica. Inoltre anche il pugnale seminascosto rappresenta la ribellione verso l’Impero Austriaco e la data di esposizione del quadro, 9 Settembre 1859, lascia presagire un riferimento patriottico in quanto è la data della vittoria della Seconda Guerra d’Indipendenza. Dell’opera esistono diverse versioni, le quali differiscono per caratteristiche cromatiche e differenza di particolari: la versione oggi conservata a Brera è l’originale (1859) dove il giovane e la fanciulla hanno, rispettivamente i colori della bandiere italiana e della bandiera francese, rappresentando il sodalizio tra Italia e Francia.

Questo quadro è diventato il Manifesto dell’Arte Romantica Italiana. In Europa il Romanticismo si è diffuso, cronologicamente dopo il Congresso di Vienna (1815) a partire da una corrente pre-romantica nata in Germania chiamata Sturm Und DrangI temi del Romanticismo Europeo riguardano principalmente la natura, il mistero, l’orrido, il pauroso e il dramma. Sentimenti e sensazioni in netto contrasto con l’Illuminismo. Il Romanticismo italiano ha caratteristiche diverse in quanto si sviluppa contemporaneamente alla fase risorgimentale. Infatti esso tratta temi di stampo patriottico diffondendo l’idea di Italia unita attraverso le opere letterarie e artistiche.

Tra i principali artisti romantici si annovera l’italiano Giacomo Leopardi. 

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Giacomo Leopardi, A.Ferrazzi, 1820, olio su tela, Recanati, casa di Leopardi.

Paradossalmente egli non si è mai professato un romantico (a volte ha criticato i poeti romantici per il loro stile e temi trattati), tuttavia le sue tematiche e il suo stile si possono annoverare tra quelle del romanticismo europeo e italiano.

Giacomo Leopardi nacque a Recanati nel 1798, primogenito del conte Monaldo e di Adelaide Antici. Nel palazzo in cui nacque, il padre fece costruire una notevole biblioteca. Leopardi sino all’età di 10 anni studiò assieme precettori ecclesiastici seguendo un percorso accademico e classico. Dopo egli compì “sette anni di studio matto e disperatissimo” in cui imparò latino, greco ed ebraico da autodidatta. Questo studio però segnò profondamente il fisico di Leopardi, già fragile di suo. Tra il 1515 e il 1816 avvenne la prima conversione letteraria “dall’erudito al bello“, dove inizia a studiare i classici contemporanei come Goethe e Foscolo e anche Dante e Virgilio. Diventa “amico di penna” con Pietro Giordani con cui Leopardi crea un profondo legame. Dopo la tentata fuga da casa, nel 1819 avviene in Leopardi la seconda ed ultima conversione letteraria “dal bello al vero”. Nello stesso periodo inizia a scrivere un diario in cui annota il suo pensiero: lo Zibaldone. Nel 1822 si trasferisce per un breve periodo a Roma dallo zio materno, ma egli farà ritorno ben presto nelle Marche in quanto l’ambiente letterario  romano gli appariva frivolo e vuoto.  Tra il 1822 e il 1827 si dedica solamente alla scrittura in prosa, cosi nel 1823 compone le Operette Morali in cui delinea il suo pensiero Pessimistico. Tra il 1827 e il 1828 lavora presso l’editore milanese Stella e soggiorna a Milano, Bologna e in seguito Firenze e Pisa. A causa delle sue condizioni di salute precarie egli dovette ritornare  Recanati passando “sedici mesi di notte orribile”. Nel 1830 però lascia la città e si trasferisce a Firenze dove incontra un giovane napoletano Antonio Ranieri, con cui vivrà sino la morte. Nel 1833 si stabilisce a Napoli con l’amico e vi mori giovane nel 1837.

Il pensiero leopardiano prende il nome di Pessimismo. Il pessimismo si divide in due categorie il Pessimismo Storico e il Pessimismo Cosmico. La prima fase si ha durante la conversione dal bello al vero. Il poeta attribuisce all’infelicità perenne dell’uomo la ricerca del piacere, il quale è infinito ed irraggiungibile. Questa condizione di insoddisfazione porta l’uomo ad essere infelice, tuttavia la natura va in aiuto degli uomini donandogli l’immaginazione e le illusioni. Inoltre Leopardi dona al poeta un atteggiamento titanico, in cui il poeta è l’unico in grado di combattere contro il fato maligno. Inoltre in questa fase egli parla degli antichi popoli come civiltà maggiormente felici in quanto più a contato con la natura. Questo pensiero però si è trasformato nel pessimismo cosmico in cui Leopardi attribuisce la causa dell’infelicità dell’uomo alla natura, dove essa non è più considerata benigna bensì maligna, in quanto per preservare un’intera specie è in grado di lasciar morire un singolo individuo senza preoccuparsene. Tra questi il pessimismo storico e il cosmico vi è un pensiero intermedio di breve durata in cui Leopardi parla di natura benigna e di fato maligno e quindi attribuisce tutti i mali al fato.

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Viandante sul mare di nebbia. Caspar David Friederich. 1818. Olio su tela. 98,4 x 74.8 cm. Amburgo, Hamburger Kunsthalle

Come esposto precedentemente l’uomo risolve la sua condizione di infelicità perenne attraverso le illusioni. Questo pensiero prende il nome di Teoria del Vago e dell’Indefinito elaborata nel 1820. Essa esprime che attraverso l’immaginazione, quindi, è possibile compensare la realtà vissuta e tutto ciò che stimola l’immaginazione è tutto ciò che vago ed indefinito. Infatti vi sono le teorie della visione e del suono. Le quali espongono che la vista oscurata da una siepe o da un muro e suoni suggestivi e vaghi fanno scaturire l’immaginazione.

Sino ad ora si è parlato della volontà di liberare una nazione, come l’Italia dagli austriaci e dai borboni, e la libertà di immaginare per confortarsi. Ma cosa accade quando l’intero mondo è privato dalla libertà?  Lo descrive George Orwell nel 1949.

La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza.

Per la vita di Orwell è possibile approfondirla qui: Vita .

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George Orwell

Nel 1949 egli pubblica il suo romanzo più famoso: 1984. Il romanzo di genere distopico parla di come il mondo si è trasformato in seguito ad una guerra nucleare mondiale, avvenuta tra gli anni ’50 e ’60, cambiandone i confini politici e forme di governo. Infatti il mondo si è diviso in 3 grandi superpotenze in perenne guerra tra di loro: l’Oceania, L’Eurasia e l’Estasia ognuna governata da una società di tipo totalitarista. Lo scrittore ambienta la storia nella capitale dell’Oceania (la quale occupa i territori americani e inglesi): Londra. Qui il governo segue i principi del Socing, il Socialismo Inglese. A capo del governo oceanico vi è una figura misteriosa: il Grande Fratello, che tutto vede e tutto sa, infatti egli può vedere attraverso le telecamere installate nelle case dei cittadini e negli uffici lavorativi. In questa società apparentemente nulla è proibito tranne pensare, amare, divertirsi e vivere se non seguendo il volere del socing. Il protagonista della storia è un  lavoratore presso il Ministero della Verità, Winston Smith. Il suo compito è quello di censurare  e riscrivere, seguendo i dettami della neolingua, articoli di giornale e libri.Egli però non è riesce ad accettare compoletamente la situazione politica di Londra e spera in una rivolta che rovesci il sistema.

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Illustrazione di una scena di 1984

Durante la manifestazione dei 2 minuti d’odio (2 minuti in cui la popolazione espone il proprio odio verso il traditore del Socing) egli incontra una ragazza di nome Julia. Lei durante la confusione lascia nelle mani di Smith un bigliettino con scritto:”Ti Amo”. Dopo alcune titubanze i due si incontrano e iniziano la loro relazione amorosa. La coppia inizia a provare interessa nel rovesciare il sistema e liberare Londra dall’ombra del Grande Fratello. In questo vengono aiutati da un importante funzionario del partito: O’Brien. Egli però si rivelerà essere il capo ufficiale dell Psicopolizia (simile all’SS nazista o alle camice nere fasciste) e invia la coppia in prigione. Qui i due seguono un programma di torture psicologiche e fisiche che hanno come fine ultimo quello di accettare il totalitarismo del Socing. Smith alla fine di questo processo, oramai diventato privo di personalità e capacità cognitiva, inizia a commentare positivamente le azioni del partito, riuscendo ad accettare persino che 2+2=5.

Nel XIX secolo, contemporaneamente al Congresso di Vienna e alle  guerre risorgimentali, anche in ambito scientifico avvengono delle vere e proprie rivoluzioni. Infatti per la prima volta gli scienziati sentono la necessità di organizzare tutti gli elementi sino ad allora scoperti in una tabella di immediata comprensione. Nasce così nel 1869 la Tavola Periodica degli Elementi, ideata dal chimico russo Dmitrij Ivanovič Mendeleev. 

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Tavola Periodica degli Elementi aggiornata

Egli organizzò la tavola disponendo gli elementi in ordine crescente di massa atomica lasciando spazi liberi per gli elementi non ancora scoperti. La tavola, come si può vedere, è divisa in Periodi e Gruppi. I periodi sono le file orizzontali mentre i gruppi sono le colonne.

LukeSlave

 Sitografia e Bibliografia

 

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